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Foto dei quadri
di
Ferdinando GATTA

Ferdinando Gatta

Via del
Frantoio Romano 46
(vermicino) Roma

info@ferdinandogatta.com

 

Testata

Leonardo Caboni nasce a Roma l8 agosto del 1960. Dopo aver frequentato il I Liceo artistico di Via Ripetta si iscrive al corso di pittura dell´Accademia di Belle Arti dove si diploma col massimo dei voti nel 1983.

 Ha sempre dedicato il suo interesse alla pittura di figurazione e già dagli anni del liceo si interessa molto alla pittura di Giorgio de Chirico. Poi, attraverso di lui, scopre Arnold Böcklin che da allora ammira incondizionatamente. Non è un caso che anche il maestro svizzero, che soggiornò a Roma, si recasse a disegnare e a prendere appunti per le sue ambientazioni classico-mitologiche sul Tuscolo – alle cui pendici da sempre vive e lavora Caboni – uno dei siti archeologici più ricchi di quella che notoriamente viene denominata Campagna Romana, méta obbligata, dipinta da tutti gli artisti giunti in Italia per il Grand Tour...

Foto Ritratto 01 copia

Leonardo Caboni

Con questi due poli d´interesse -Böcklin e De Chirico- la ricerca che Caboni coltiva non poteva che essere sottile e segreta. Come scrisse Pier Paolo Racioppi su Arte e Critica in occasione della sua prima personale, ... nei soggetti [è] di sapore surrealista, ma di un surrealismo contenuto nei limiti del possibile.... È per questo che si è sempre parlato per lui di un realismo irrealistico.

Alla fine degli anni ´90 la tecnica si fa sempre più importante, e da quadri realizzati interamente a olio, Caboni si dedica alla tempera per poi ultimare il dipinto con velature a olio: ciò gli consente di entrare nei particolari più minuti del soggetto. Questa tecnica non è finalizzata ad un effetto virtuosistico, ma mirata e determinante a creare l´atmosfera di ogni dipinto.

 Nel 1985 partecipa alla prima edizione del Premio Arte Mondadori e vince il secondo premio; nella giuria i nomi di Oreste Del Buono, Giorgio Soavi, Enrico Baj che lo incoraggiano a continuare ad esplorare il figurativo attraversato dalla sua vena fantastica.

 Nel 1988 con la prima versione di Giocavi nuovi giorni annunziando partecipa all´esposizione del XXII Prix international dart contemporain de Monte Carlo e rappresenta l´Italia insieme ad altri sei artisti, tra i quali l´anacronista Bruno D´Arcevia. In questo periodo si sviluppa infatti l´anacronismo, e la critica ufficiale si riavvicina dopo anni alla pittura figurativa.

 Negli anni 2000, ai quadri di immaginazione affianca anche la ritrattistica. Esegue numerosi ritratti, attività che continua anche oggi, con la committenza calata nelle sue storie dipinte, protagonista di rappresentazioni surreali.

 Il primo dipinto realizzato nel 2002 è una testimonianza del mai sopito interesse per Böcklin. Delizie del volo è il titolo di questo omaggio dove è lo stesso Böcklin che alla finestra, con un gesto da prestigiatore, libera due colombe.

 Nel 2008, in occasione della collettiva romana Al seguito dell´immaginario: omaggio ad Arnold Böcklin, conosce Hans Holenweg, massimo esperto del maestro svizzero che, nel 2009, in occasione della personale di Torino alla Galleria Davico, acquisterà la seconda versione de Le delizie del volo per esporla nell´archivio böckliniano, da lui creato e curato e ora custodito al Kunstmuseum di Basilea

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